Hostess

 DISCLAIMER:

Questa storia contiene descrizioni esplicite di atti sessuali

Sta andando tutto alla perfezione. Seraphina tirò un sorriso di sollievo, mentre un sorriso compiaciuto le si allargava sul volto. Dopo aver partecipato a tanti party, l’idea di ospitarne uno lei stessa l’aveva eccitata tanto quanto l’aveva resa nervosa.

I giochi, le bevande, l’organizzazione degli spazi e degli inviti... Era stato un sacco di lavoro, ma quello che vedeva guardandosi intorno la rassicurava che i presenti stavano apprezzando la sua ospitalità.

Sul divano, Jenna sembrava sul punto di avere un altro orgasmo: il ragazzo con cui si era presentata era seduto dietro di lei e giocava coi suoi seni, e al contempo le baciava e mordeva il collo, mentre in ginocchio tra le sue gambe una ragazza coi capelli rossi la stava mangiando come se quello fosse l’ultimo pasto della sua vita. Passò oltre con lo sguardo.

Mentre i gemiti di Jenna le risuonavano nelle orecchie, continuò a sondare il salone con lo sguardo per verificare se qualcuno avesse bisogno di lei: non aveva dubbi che le persone che frequentavano quei party di consuetudine avrebbero rispettato le regole di comportamento, e lei stessa si era premurata di spiegarle ai nuovi arrivati a inizio serata, ma era sempre possibile che qualcuno non le rispettasse, ed aveva messo bene in chiaro di rivolgersi a lei se fossero sorti problemi.

Tutto sembrava tranquillo, per quanto potesse essere tranquillo un party di quel tipo. Ovunque volgesse lo sguardo vedeva persone nude e intente in giochi di ogni tipo. Anche nelle stanze difficilmente si aveva la stanza tutta per sé, ma nessuno sembrava infastidito dalla cosa: il voyeurismo per molti era un afrodisiaco potente; Seraphina però aveva particolarmente a cuore che ci fossero degli spazi in cui le persone potessero avere un po’ di privacy.

-Ecco la nostra cortese ospite!- sentì arrivare da dietro di lei. Si voltò e vide Liam mano nella mano con due volti nuovi, un ragazzo e una ragazza entrambi dal fisico molto atletico. –Come ti senti?- le chiese. Liam era un uomo sulla quarantina, molto sexy (mani grandi, mascella squadrata, fisico asciutto da ex atleta) ma anche molto rassicurante, ed era stato l’ospite del primo party che Seraphina avesse mai atteso. Seraphina aveva fatto tesoro dei suoi consigli per l’organizzazione e la gestione del party, incluso il come avere a che fare con elementi problematici.

-Alla grande. Vi state divertendo?- disse lei

-Gran bella festa- le rispose la ragazza, il ragazzo si limitò ad annuire. Le fecero tenerezza: camminavano quella sottile linea tra l’imbarazzo della situazione e l’entusiasmo per l’esperienza.

-Volevo portare questi due in una stanza, ma prima volevo complimentarmi con te. Pulire sarà una faticaccia!- disse ridendo.

Seraphina rise con lui –Questo è un problema per il dopo! Andate e divertitevi!- e si congedarono con un bacio.

Si diresse al tavolo del rinfresco e si versò un bicchiere di vino. Intorno a lei risuonavano gemiti e grugniti e risate. Ora era molto più serena, e a dirla tutta era anche piuttosto su di giri ed eccitata. Trovò una poltrona vuota, si mise comoda e iniziò a toccarsi; non era minimamente sorpresa di essere così bagnata.

Iniziò accarezzandosi la vulva, bagnandosi le dita e spalmando i suoi fluidi sulle labbra e il monte di venere: le piaceva prendersela con calma. Si portò l’altra mano al seno e prese a giocarci come aveva visto fare al ragazzo che era con Jenna. Oh sì... pensò chiudendo gli occhi per un momento. Giocherellò un poco col suo clitoride, tracciando dei piccoli cerchi, e poi si mise due dita dentro; sentiva il suo respiro farsi più affannoso. 

Riaprì gli occhi e si ritrovò di fronte un uomo che non aveva visto ad altri party, doveva essere il più-uno di qualcun altro. Era sulla trentina, come lei, pelle come l’ebano, muscoli ben definiti e un bellissimo sorriso-

-La signorina Seraphina?- chiese.

Seraphina rispose senza smettere di toccarsi –Sì, sono io. C’è qualche problema?-

-No, no! Nessun problema. Volevo solo chiederle- si schiarì la gola -Uhm... mi chiedevo... Se potrei toccarmi mentre la guardo. Mi chiamo Derek.-

-Il piacere sarebbe tutto mio, Derek- disse lei. Poi precisò –Sì, certo che puoi, e dammi del tu.-

Derek trascinò una sedia di fronte alla poltrona di Seraphina e si accomodò. Seraphina aveva approfittato di quel tempo per rovistare in una delle scatole dei giochi puliti ed aveva scelto un bel dildo di silicone, corto ma con un bello spessore. Guardò Derek dritto negli occhi mentre se lo faceva scivolare dentro, avanzando di poco con il sedere per poter aprire un po’ meglio le gambe. Giocò ancora per un po’ col proprio seno, poi scese a dedicarsi al proprio clitoride mentre iniziava a muovere il giocattolo, e il suo sguardo scese a guardare Derek che si dedicava alla propria erezione.

Era da un po’ di tempo che non vedeva un uomo masturbarsi, ed era così eccitante che in mezzo a tutti quei corpi nudi, lui avesse deciso di toccarsi guardando proprio lei. Ed era stato anche così educato! La cortesia che aveva dimostrato era indubbiamente una delle cose più sexy di tutta la situazione (anche se lui, in tuttà onestà, era davvero un bell’uomo).

-A cosa stai pensando, Derek? Ti va di dirmelo?- 

Derek si morse il labbro ed emise un gemito prima di rispondere –Immagino come sarebbe essere dentro di te. Sentire come ti stringi intorno a me, il tuo calore...-

-Descrivimi la scena- disse Seraphina, accelerando il ritmo con cui muoveva il dildo.

-Io sono seduto su quella poltrona, e tu sei a cavalcioni su di me. Ti stringo a me, voglio sentire la tua pelle aderire alla mia, i tuoi seni sul mio petto. Mi piacerebbe che tu mi mordessi i lobi delle orecchie- 

Oh sì!

-Voglio baciarti e sentire il tuo respiro affannoso, mentre ti muovi su di me, e voglio sostenerti nei movimenti tenendo le mie mani sul tuo sedere.- Anche il respiro di Derek si era fatto affannoso. Seraphina cominciava a sentire la tensione di un orgasmo che si stava avvicinando. Voleva sentire di più.

-Non ti fermare. Ti piace il mio sedere?- lo incalzò-

-Hai un sedere magnifico. Sei tutta magnifica. Voglio esplorare ogni parte di te, e sentire tutti i suoni che puoi fare quando vieni-

E in quel momento, Seraphina venne. I suoi muscoli si contraevano intorno al giocattolo, accompagnati dai suoi gemiti e piccoli movimenti inconsulti delle sue gambe, che istintivamente chiudeva ogni volta che raggiungeva l’orgasmo.

Appena si riebbe, vide che Derek ancora non aveva finito. Estrasse il giocattolo da sé e si inginocchiò tra le sue gambe -Posso aiutarti?- gli chiese.

Derek assunse l’espressione di chi ha appena scoperto di aver vinto alla lotteria, ma rispose -...Vuoi davvero?-

Seraphina lo guardò negli occhi e sorrise, prima di prenderlo in bocca –Fammi essere una buona ospite.-


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